10 cose sulle e-bike

In viaggio sicuri

Le dieci cose da osservare per un’e-bike.

Bici elettrica: 10 cose da sapere

Una bici elettrica permette di procedere speditamente e di affrontare con disinvoltura e quasi senza sforzo anche le salite più ostiche. In commercio esistono diversi modelli: e-bike, pedelec o s-pedelec. Impariamo a conoscerle. I tre tipi di bici presentano alcune differenze in termini di potenza del motore, trazione e cambio. Ecco come acquistare il modello più consono alle vostre esigenze e viaggiare sempre sicuri.

Contenuto

1. E-bike, pedelec o s-pedelec? Quale scegliere?

La maggior parte delle bici ad azionamento elettrico sono definite e-bike. Non sono però si assomigliano.

Le più diffuse sul mercato sono le cosiddette pedelec (Pedal Electric Cycle). Questi modelli non sostituiscono completamente la pedalata poiché il motore elettrico funge solo da supporto alla pedalata, agevolandola fino al 200 per cento. Non appena il ciclista agisce sui pedali, il motore si aziona. Più intensa è la pedalata, maggiore sarà la velocità. L’assistenza fornita dal motore elettrico aiuta a procedere specialmente nelle salite più ripide o in presenza di forte vento contrario. Il grado di assistenza è modulabile. Il limite di velocità di una pedelec è di 25 km/h.

Chi desidera velocità superiori può optare per modelli a pedalata assistita più performanti. Le s-pedelec (Speed-Pedelec) raggiungono velocità fino ai 45 km/h. La resistenza aerodinamica è però così elevata che raramente i biker sfruttano questa potenza per un periodo prolungato.

Le e-bike in senso stretto sono in grado di raggiungere da ferme velocità elevate. Poiché la spinta proviene solo dal motore elettrico, non richiedono alcuno sforzo muscolare, per attivarle basta un pulsante. Le velocità raggiunte sfiorano i 45 km/h. 

2. Norme per e-bike e pedelec

A seconda della potenza del motore e della velocità massima, e-bike e pedelec sono disciplinate in Svizzera da speciali norme del codice stradale.

Bici elettriche a pedalata assistita con una velocità fino a 25 km/h, una potenza massima del motore di 500 Watt e modelli che, per loro natura costruttiva, raggiungono una velocità massima di 20 km/h, rientrano nella categoria dei ciclomotori leggeri. Secondo la legge la loro guida è permessa solo a partire dai 14 anni di età; fino al 16o anno è richiesta almeno una licenza di condurre della categoria M (ciclomotori).

Per le e-bike e le pedelec, la cui potenza del motore è superiore, vigono altre disposizioni del codice stradale. In questa categoria rientrano biciclette che raggiungono con la pedalata assistita velocità fino ai 45 km/h, e-bike con 1.000 watt di potenza max del motore e altre con una velocità massima dovuta alla natura costruttiva di 30 km/h. Quest’ultima è fissata dal costruttore e specificata sulle informazioni del prodotto. Si tratta delle velocità massime valide per il modello costruttivo a cui fanno riferimento e teoricamente raggiungibili su un manto stradale pianeggiante.

La legge prescrive l’applicazione sulla bicicletta di una targa gialla con la vignetta dell’assicurazione. Mentre per i motocicli leggeri l’uso del casco è solo raccomandato, per le e-bike più veloci è invece obbligatorio.

Con una bici elettrica si può anche circolare su strade il cui accesso è normalmente vietato alle moto. Solo sulle varianti più veloci la potenza del motore dovrebbe essere disinserita. I guidatori di bici elettriche sono tenuti a rispettare tutte le norme valide anche per le bici convenzionali. Per il trasporto di bambini su rimorchi o seggiolini si applicano norme specifiche. 

3. Sistemi di trazione di una e-bike

Esistono alcune differenze per quanto riguarda i sistemi di trazione delle bici elettriche. Tenetele ben presente prima di acquistarne una o se desiderate trasformare una bici convenzionale in un’elettrica. Il tipo di trazione influisce sia sulla potenza, sia sul feeling di guida. Un giro di prova vi permetterà di trovare il tipo di trazione con il quale vi sentite più a vostro agio.

  • Trazione con motore anteriore: il propulsore è alloggiato nel mozzo interno alla ruota anteriore. Questa configurazione evidenzia maggiormente i suoi limiti sulle salite o sui fondi bagnati. Il vantaggio però è che può essere adottata senza problemi su una bicicletta di tipo convenzionale. Il motore anteriore è, infatti, compatibile con qualsiasi freno a contropedale e cambio.
  • Motore centrale: la trazione avviene dal centro della e-bike. È il tipo di configurazione che assicura la ripartizione del peso più uniforme. Poiché questo tipo di propulsione interferisce solo in minima parte sullo stile di guida, il guidatore si sente più sicuro. Il motore centrale è adatto a tutti i tipi di cambio. Poiché per l’istallazione sulla pedaliera è indispensabile un telaio extra, questa variante comporta una spesa maggiore.
  • Trazione sulla ruota posteriore: l’installazione sulla ruota posteriore migliora la trasmissione della forza durante la guida. L’effetto più positivo si manifesta sui percorsi montani in salita. Lo svantaggio di questo tipo di configurazione è che interferisce di più sul comportamento di guida rispetto agli altri. Una trazione posteriore è realizzabile solo con un cambio a catena. 

4. Durata della batteria

Una batteria non dura per tutta la vita: prima o poi arriverà il momento di cambiarla sul vostro pedelec o sulla vostra e-bike. Con il passare del tempo le batterie iniziano a indebolirsi. Verificate quindi le indicazioni del produttore sul loro ciclo di vita massimo. Le batterie più longeve solo quelle agli ioni di litio: durano cinque anni. Il ciclo di vita dipende dalla frequenza con la quale la batteria è stata ricaricata e se è stata utilizzata in modo appropriato. Bastano piccoli accorgimenti per prolungarne l’esistenza.

  • Per prima cosa utilizzate esclusivamente caricabatteria originali.
  • Conservate la batteria in un luogo fresco e asciutto e rispettate la temperatura di stoccaggio raccomandata dalla casa costruttrice.
  • In caso di inutilizzo prolungato, la batteria non dovrebbe mai essere completamente vuota. Accertatevi che il livello di carica sia quello raccomandato dalla casa costruttrice.
  • Mantenete puliti i contatti. Per le riparazioni affidatevi esclusivamente a personale esperto.

5. Autonomia di una e-bike

Che distanze si riescono a coprire con la batteria completamente carica? Dato che l’autonomia di una e-bike dipende da diversi fattori, non è possibile dare una risposta generica. La sua durata dipende molto dal profilo altimetrico del percorso, dal peso corporeo del conducente, dallo stile di guida e, su una pedelec, dal grado di assistenza del motore prescelto. Maggiore è la potenza erogata dal motore, più ridotta sarà la durata della batteria.

Con la maggior parte delle biciclette elettriche è possibile percorrere mediamente tra i 50 e i 100 km senza effettuare una nuova ricarica. Chi si appresta ad affrontare un tour in bici lungo, lungo il quale non vi è alcuna possibilità di ricaricare la batteria, dovrebbe procurarsi una batteria di ricambio. Anche se le elettriche possono essere utilizzate come una comunissima bicicletta, cioè pedalando, tenete presente che, essendo più pesanti delle bici classiche, lo sforzo richiesto per la pedalata è maggiore. 

6. Dove si effettua la ricarica della batteria?

Esistono speciali dispositivi per ricaricare la batteria di una e-bike. Solitamente il caricabatteria è in dotazione con la bici ma lo si può anche acquistare a parte. In ogni caso è importante utilizzare sempre il dispositivo raccomandato dalla casa costruttrice. L’utilizzo di un dispositivo non raccomandato mette a rischio la sicurezza e potrebbe causare danni alla batteria. Rispettate tutte le avvertenze di sicurezza riportate sulle istruzioni d’uso.

Le stazioni di ricarica sono normalmente compatte e trasportabili durante il viaggio. Il loro peso supera comunque i tre chilogrammi. In alternativa, le bici elettriche possono essere ricaricate in diverse stazioni di rifornimento. Attualmente esistono in Svizzera un migliaio circa di speciali centraline di ricarica per veicoli elettrici. Il loro numero è destinato a crescere. 

7. Cambio

Anche per quanto riguarda il cambio, occorre fare alcuni distinguo prima di scegliere una e-bike o una pedelec. Due sono le tipologie di cambio più comuni.

  • Cambio a catena: in questa tipologia, il cambio di rapporto avviene in maniera particolarmente confortevole. Il cambio di rapporto avviene senza problemi anche quando il pedale è esposto a una forte pressione. L’innesto della nuova marcia avviene poi senza interruzione della forza, anche quando si passa rapidamente da una marcia inferiore a una superiore. Lo svantaggio di questa soluzione è dato piuttosto da interventi di manutenzione più frequenti. Le catene, infatti, si usurano più rapidamente e possono cadere. Questo tipo di cambio non è compatibile con il freno a contropedale.
  • Cambi interni al mozzo: è la variante che dovrebbe scegliere chi si sente più sicuro con un freno a contropedale. Sono i cambi più economici perché richiedono di rado riparazioni o sostituzioni. Il cambio è nascosto all’interno del mozzo. Chi è in attesa al semaforo può cambiare marcia anche da fermo. Per cambiare marcia durante una salita in montagna serve, invece, molta più pratica. È un tipo di cambio che non eccelle certo per la morbidezza, anche se alcune innovazioni tecniche hanno permesso di ottenere cambi marcia nettamente più fluidi. Rispetto a un cambio a catena, il rendimento è leggermente inferiore. 

8. Freni

freni rappresentano un componente fondamentale della bici. Poiché anche la migliore delle e-bike pesa molto di più di una normale bicicletta e raggiunge anche velocità più elevate, i freni dovrebbero essere particolarmente resistenti alle sollecitazioni. Chi dispone solo di freni sul cerchione con tirante in acciaio dovrebbe potenziare la propria e-bike.

La soluzione migliore sono i freni a disco idraulici. Si tratta di un tipo di freni particolarmente consigliato sui modelli con potenze elevate a partire da 250 watt e in grado di arrestare la bicicletta elettrica nella più assoluta sicurezza anche da velocità sostenute. Le guarnizioni sono anche più longeve. Chi però durante le lunghe discese di montagna a forte pendenza riduce continuamente la velocità, corre il rischio di surriscaldare i cerchi. Per questo è opportuno supportare l’azione frenante dei freni a disco idraulici con il freno a contropedale. Ricordate però che un freno a contropedale è compatibile solo con un cambio interno al mozzo. 

9. Manutenzione della e-bike

La bicicletta va sottoposta a una periodica manutenzione. Anche una bici elettrica è soggetta all’usura. Molte officine si sono specializzate nella riparazione di biciclette elettriche. Tale intervento richiede, infatti, utensili particolariUna o due volte l’anno è bene prevedere un controllo su freni, cambio, motore, gomme e viti.

Se durante un tour la bici ha un inconveniente tecnico, evitate di proseguire il viaggio con il mezzo difettoso. Conviene stipulare un’assicurazione con servizio antipanne che garantisce soccorso immediato, ripara il danno in loco e permette di proseguire il viaggio. Se questo non fosse possibile, il servizio antipanne si occuperà di trasportare la vostra bici in officina.

10. Guidare sicuri

Chi sale per la prima volta su una bici elettrica, dovrà per prima cosa familiarizzare con la tecnica di guida, testando la bici in alcuni giri di prova. Questo darà modo al conducente di capire come calibrare al meglio la velocità, impostando il grado di assistenza del motore e la pressione sul pedale. Le prime volte potrebbe volerci del tempo per abituarsi a una e-bike con un potente motore che si attiva con un pulsante. Avventuratevi nel traffico solo quando vi sentite davvero sicuri.

In virtù del peso e delle velocità maggiori della bici, anche gli spazi di frenata sono più lunghi di quelli di una comune bicicletta. Essendo ancora poche le bici elettriche in circolazione, i pedoni e gli altri ciclisti partono dal presupposto che queste bici non raggiungano velocità elevate. Per questo è buona regola rallentare sempre in prossimità di semafori e incroci. 

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